Amaducci

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Amaducci

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Exhibition view.
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Exhibition view.
Amaducci

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Exhibition view.
Amaducci

L’artista, forlivese di nascita ma ferrarese d’adozione, somma alla passione per la pittura quella per il teatro, la danza e la ricerca su corpo e movimento

Andrea Amaducci nasce a Forlì nel febbraio del 1978. L’incontro col mondo dell’arte è
fatalmente preceduto dall’esperienza ginnica, a cui si sommeranno la passione per la pittura e per il teatro (sarà fondatore di Grabombo Teatro e lavorerà per un decennio col Teatro Nucleo di Ferrara).

Lo sguardo entusiasta e intelligente nei confronti del mondo esterno, faranno assorbire all’artista gli stimoli provenienti dalla sfida degli spazi aperti, del pubblico da coinvolgere “volente o nolente”, dall’altrove visitato durante tournee nazionali e internazionali. La pittura diventa luogo di indagine ma soprattutto di espressione di esperienze condensate (lavori nel campo del video, dell’editoria, del sociale, del mondo carcerario, della danza).

Le tele, supporto a volte inadeguato per biancore e pulizia, smontate e rimontate finché soddisfano il pittore, hanno il sapore dei muri pubblici su cui si concentra la street art. Il segno semplice e diretto, il figurativo infantile, il gusto pop nella scelta dei colori e dei contorni neri, l’ironia del graffito caratterizzano una pittura che non ha difficoltà a comunicare.

Ultimo personaggio nato da Amaducci: il pulcino puzzleizzato, scomposto come un corpo che si allena e scopre di quanti pezzetti è fatto e si fonde, forse, con un contesto che di integrità proprio non sospetta.