Buio

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“Quale vivente, dotato di sensi, non ama tra tutte le meravigliose parvenze dello spazio che ampiamente lo circonda, la più gioiosa: la luce, con i suoi colori, con i raggi e con le onde; la sua soave onnipresenza di giorno che risveglia?”

Novalis – Inni alla notte (I)

“Buio” racconta il mondo che si nasconde tra l’immaginato e il reale, quel luogo inconoscibile ai più, oppressi dal fluire del grigio vivere quotidiano. Il mondo che Janet fotografa è sospeso nel vuoto del buio, tra il mito e la fiaba, nascosto nelle pieghe del tempo, come inarrestabile trascorrere di cose e istanti dove sogni e desideri scompaiono nella memoria. Secondo gli archetipi narrativi della fiaba, però, nella profondità del buio si incontra la luce metafora della verità, della realizzazione dei desideri e dei sogni. L’artista ha cercato di approfondire attraverso il proprio lavoro questo particolare stato d’animo ricavandone delle immagini che catturano l’attimo esatto in cui i pensieri si fermano di fronte al divenire della natura con una sottile connotazione tragica. Si intuisce nelle immagini fotografiche lenticolari* di Janet la presenza di mondo altro, esteriore, disegnato dal fluire dell’acqua, dallo stormire del vento tra gli alberi. Un mondo dove i confini sono labili, ciò che è raffigurato si trasforma in una immagine differente, una sorta di gioco visivo che rompe la bidimensionalità e la fissità dell’oggetto osservato.

“my ongoing interest is in the fluidity between the real and the illusory, the ordinary and the magical in everyday life. Overall, my intention is to create a timeless in-between space in the hope to fabricate an otherworldly sorrounding in which the viewer is transported. It is to understand the relationship of the banal and the magical as they are experienced everyday and weave together these experience.”
Janet Bellotto.

Janet è alla ricerca di un mondo che si colloca tra realtà, sogno e desiderio. Questo mondo costistuisce una via di fuga dalla routine quotidiana, la quale genera sistematicità, appiattimento, grigiore, buio. Janet condivide con lo spettatore la sua ricerca e gli regala i luoghi che il suo animo sensibile riesce a scovare, nascosti fra le pieghe di ciò che ci circonda e che noi non riusciamo quasi più a percepire. E’ così che ci indica la strada per uscire dal buio del nostro ego per trovare un mondo difficile e complesso, ma altrettanto colorato e pieno di sorprese delicate e gentili. Il suo operare si sviluppa nella fotografia, nella crazione di foto lenticolari, di video, installazioni e sculture. Attraverso questo suo modo di espressione Janet coglie elementi reali che mescola abilmente a sue creazioni fantastiche, e ci permette  di entrare nel suo modo profondo, tragico ma anche fatato di percepire la realtà.