“Geography, Alice!”

3D-gallery-geography-lato-a

"Geography, Alice!"

photo-1

Exhibition view.
"Geography, Alice!"

photo-2

Exhibition view.
"Geography, Alice!"

photo-3

Exhibition view.
"Geography, Alice!"

photo-4

Exhibition view.
"Geography, Alice!"

photo-5

Exhibition view.
"Geography, Alice!"

“Attraverso lo specchio e quel che ALICE vi trovo’ – Through the looking glass and what ALICE found there”.
Attraverso la personale-laboratorio di Adolfina De Stefani lo spazio della 3D ritorna ad accogliere la sperimentazione, nella quale lo spazio architettonico diventa visione contenendo e supportando la visione e la creazione.
Nel 2007 il protagonista era il progetto ideato da Andrea Penzo che si chiamava Nuove Nature Morte, oggi nel 2012, é invece Adolfina De Stefani ad essere l’interprete: il suo intervento é un percorso geografico e le sue opere si ispirano al viaggio di ALICE. Nei mesi a venire, verranno invitati altri artisti a confrontarsi e trasformare il primo tracciato segnato da Adolfina, ideando nuovi percorsi emozionali.

“Se è vero che “geografia” ha assunto più volte connotati differenti rispetto a quelli per i quali il termine era stato coniato, allora qui tutto inizia con una geografia:  per quanto piccolo e racchiuso, lo spazio di una galleria d’arte in cui vi sia realizzato un percorso espositivo, definisce o, meglio, connota uno spazio geografico. Anche la fiaba a modo suo dà vita e ragion d’essere ad una geografia, la quale è polisemicamente legata ad una individuazione dello spazio del racconto e, al tempo stesso, ad una definizione di spazi e tempi particolari. Ed é nello stesso modo che un contesto performativo individua, percorre, identifica e spesso stravolge una geografia. Dall’incontro tra queste geografie nasce “Geography, Alice!”.
Da queste e da quelle che scaturiscono come spazi della mente dalla creazione artistica. Si dice che in arte l’allestimento sia parte integrante della mostra. In esso infatti, coesistono i significati intrinseci del percorso proposto e l’aspetto più prettamente estetico delle opere esposte.
Aspetto, quest’ultimo, che non va sempre di pari passo con un concetto assoluto di estetica, ma si accompagna alla personale dimensione estetizzante dell’artista. In Adolfina De Stefani questo concetto allestitivo che si trova espresso a livello base, assume un ulteriore ed interessante sviluppo. Esso  infatti  diviene elemento costitutivo dell’esposizione, ponendosi come ponte di collegamento tra il “fare” dell’artista ed il “percepire” del pubblico, portando con sé  uno o più messaggi. Questo ruolo di “portatore di messaggi” è insito nell’allestimento, tanto quanto l’idea progettuale della mostra o della performance contengono in sé il complesso di quel messaggio stesso.
Ecco quindi come da un legame tra “ruoli” differenziati nasce uno sviluppo condiviso di pensiero, espressione, messaggio e percorso. Ed é proprio nell’idea del “percorso” che sembra trovare terreno fertile la ricerca di Adolfina. Nell’analisi del  termine “percorso”, individuiamo che esso racchiude uno spazio, un itinerario ben precisato,  una sorta di demarcazione di tappe attraverso cui esporre, dimostrare, arrivare “al dunque” su qualche cosa. Se il termine percorso sta ad indicare un cammino, la mostra di Adolfina De Stefani individua una sorta di geografia ambivalente: da un lato essa individua lo spazio reale entro il quale lo spettatore si muove ed interagisce con le opere o con l’azione, dall’altro essa sottolinea una descrizione tematica che si raffronta con il pensiero nella sua accezione più filosoficamente legata all’esistenza.
E’ dunque la vita ad entrare in questo percorso di ricerca, richiamando in gioco l’opera e il tema favolistico di Alice, che svolge un doppio ruolo: da un lato richiama lo stile Carrolliano ricco di giochi di parole e, dall’altro, ragiona su Alice come tema universale di bellezza scevra di ogni malizia. Alice diviene elemento di partenza, base su cui innestare un gioco di rimandi che, attraverso la pittura, la scultura e l’azione scenica della performance giunge ad offrire significati che vanno ben al di là dell’immediatezza percettiva.
La bellezza, sinonimo di purezza estetica, richiama il tema del cammino : si cammina alla ricerca di una bellezza intrinsecamente pura, arricchente nei suoi più insondabili misteri. Le scarpe sono simbolo di questo cammino; sono scarpe usate, delicate, aggressivamente pure, ma al tempo stesso sono il mezzo di trasporto, il liquido di contrasto attraverso cui si può sentire il pulsare delle proprie emozioni, il capo di abbigliamento che mette in relazione il nostro corpo con il mondo che vive lì ad un passo da noi. Il medesimo mondo che spesso è specchio dei comportamenti umani, il medesimo specchio attraverso cui Alice, nella favola di Lewis Carroll, viene introdotta nel mondo meraviglioso ed incantato della sua immaginazione. »

Estratto da un testo di Michele Govoni.

La mostra è curata da Sara Sist, già nota a Venezia per la curatela di diversi eventi collaterali della Biennale d’arte, tra cui le esposizioni in collaborazione con l’Università Zayed degli Emirati Arabi, ma soprattutto per aver ridato vita al prestigioso Premio Internazionale d’Arte La Colomba.

online the catalog of Geography Alice! 2013