Indeterminacy

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Exhibition view.
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L’artista americana Claire Jeanine Satin, ospite della Emily Harvey Foundation per la prima volta nel 2009, torna quest’anno a Venezia per portare avanti la serie di lavori site-specific iniziati tre anni fa. Per l’occasione, mostrerà parte della sua produzione alla 3D Gallery di Mestre.

Le opere esposte consistono in otto disegni e altrettanti libri d’artista, tutti giocati sul concetto di indeterminato. I lavori infatti sono dipinti, stampati o disegnati su base trasparente in acetato, con l’intento concettuale di avvicinarsi all’eliminazione del supporto per valorizzare il segno, ricalcando la suggestione dell’acqua.

Questi lavori, nuovi e strettamente connessi al luogo di concepimento e di realizzazione, portano con sé le tracce della ricerca sulla casualità e l’indeterminatezza di John Cage. L’incontro con lui e l’ammirazione per le sperimentazioni di Cage, Jasper Johns e Merce Cunningham segnano profondamente la poetica di Claire Satin.

Intrecciando le sue esperienze esistenziali con eventi accidentali e combinatorie in grado di far superare la barriera del già noto, Claire Satin scopre gli echi dei suoi lavori nel momento stesso in cui li osserva, andando al di là della predeterminazione per scoprirne l’imponderabile.

Come emersioni della propria storia personale, si innestano tra le trasparenze dei lavori dell’artista i segni dell’ebraismo. Cabala, scrittura, calligrafia, l’elemento libro… tutti scomposti per poi riaffiorare nel luogo e nel tempo adatti alla loro apparizione.