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Elisabetta Di Sopra, con le sue foto, racconta il rapporto tra Giovinezza ed Esperienza personificate da tre giovani ragazze e due donne più anziane, dell’unione tra passato e presente, nostalgia e speranza. Il momento perfetto della comunione tra donne avviene attraverso un gesto che rimanda a tradizioni antiche e legami ancestrali: le più anziane iniziano ad intrecciare insieme i lunghi capelli delle giovani come a tessere un unico grande arazzo, custode della vita e di una femminilità consapevole del forte significato contenuto nelle proprie mani. Le mani diventano così sineddoche e mezzo di amplificazione del messaggio. L’intenzione dell’artista non è provocatoria, non vuole scuotere gli animi nel profondo ma muovere quei ricordi che sono racchiusi in ciascuno di noi, creando una profonda empatia tra l’opera e lo spettatore.Il filo, l’intreccio, raccontato come simbolo della vita domestica e dell’esistenza quotidiana della donna al telaio, indica nella mitologia classica la salvezza, il centro, il punto di riferimento al quale guardare. Nello stato di sospensione tra bellezza e morte emerge una sorta di “mappa”, di guida: il racconto diventa il filo conduttore dell’esistenza. Elisabetta ci comunica, attraversi i toni tenui delle sue foto, il segreto per poter proseguire: fissare e trasmettere i ricordi.Attraverso il video Elisabetta sceglie di parlare e di raccontare attraverso la percezione e il ricordo. Storia e mito si fondono creando una tensione verso il sublime. L’intreccio rappresenta il continuum: l’estensione delle falde del passato e la contrazione/sintesi del presente attuale si identificano per evocare il ricordo. Non appena si raggiungono le falde del passato è come essere trascinati dalle oscillazioni di una grande onda; il tempo esce dai suoi cardini, la temporalità diviene stato di crisi permanente. Il continuum non cessa di frammentarsi per formare un altro continuum. Il tempo stesso funziona da “fisarmonica”, la stessa fisarmonica che accompagna con la sua melodia il lavoro delle donne durante l’intreccio. La sensibilità delicata e poetica dell’artista diviene il mezzo per abbattere la durezza imposta dalla società in cui viviamo per penetrare i nostri più intimi ricordi.