Nuove nature morte

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Exhibition view.
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Exhibition view.
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Exhibition view.
Nuove nature morte

La Galleria3D si propone dal 1° giugno al 31 ottobre come spazio di sperimentazione e analisi fenomenologica dei processi di cambiamento di un microcosmo inventato per l’occasione e allestito nella galleria di Mestre. Si tratta di un laboratorio che nel corso di 5 mesi produrrà otto eventi con l’intento di creare un vero e proprio work in progress che coinvolgerà sedici artisti, diventando osservatorio e luogo di riflessione sul tema controverso della trasformazione e distruzione operata dall’uomo ai danni della natura. Sarà possibile osservare i mutamenti legati ad ogni laboratorio ed intervenire attraverso commenti, impressioni o spunti accedendo al nostro blogwww.nuovenaturemorte.blogspot.com

“Nuove nature morte” vuole proporre un osservatorio pubblico intorno all’ansia generale nei confronti dei mutamenti della terra e dei suoi cicli vitali e climatici; una riflessione sullo stato di emergenza della natura e sulla capacità o incapacità dell’uomo di reagire a tutto questo. L’espressione “natura morta” indica in generale la rappresentazione pittorica di oggetti inanimati e parte da un’osservazione “statica” di tale natura che l’artista riproduce esattamente come i suoi occhi vedono. Le “nuove nature morte”, invece, assumono nuovi connotati di studio e analisi sperimentale-dialogica intervenendo direttamente sulla natura stessa con l’intento di darle una nuova forma o mantenerla in uno stato di vita/morte.

Il progetto prende lo spunto da un’idea di Andrea Penzo, protagonista del primo evento, che è intervenuto come “creatore” del microcosmo, installando all’interno della galleria un ambiente semi-naturale che sarà oggetto di mutamenti indotti e non. Gli artisti che interverranno successivamente saranno costretti ad adattare la loro opera all’installazione precedente. Trovandosi di fronte ad un microcosmo già esistente saranno totalmente liberi di decidere quale azione apporre, ma allo stesso tempo, vincolati dall’ “ordine” o “disordine” dell’inaspettato scenario, cercando così di svolgere il dialogo iniziato da Penzo. Cosa accadrà? Saranno in grado gli artisti di ricostruire, salvaguardare o distruggere il proprio singolo ciclo vitale? Ad essi si prospetta un vero e proprio gioco-scommessa. L’ambiente così concepito diverrà un osservatorio pubblico, dove chiunque potrà assistere all’intervento performativo degli artisti durante l’installazione e alla fusione tra di essi. Si vuole portare l’interesse verso un’attenta osservazione, cercando di leggere le relazioni che legano gli elementi, che permettono o caratterizzano la comunicazione tra arte e natura, tra agire e subire, tra artista e spettatore.  Gli artisti verranno affiancati da reporter che saranno altrettanto liberi di utilizzare il proprio stile e mezzo espressivo più congeniale al fine di documentare i laboratori.