A room of one’s own February

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Exhibition view.
A room of one's own

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La Galleria 3D inaugura sabato 10 febbraio alle ore 19:00 la mostra personale dedicata a Marika Vicari, giovane artista di Vicenza. Saranno in mostra gli ultimi lavori inediti dell’artista che predilige i temi naturalistici, disegnati a grafite su tavola. In anteprima anche l’installazione intitolata “Metamorfosi della natura”.
Gli alberi di Marika sono il testo visivo del suo lavoro, (dal latino Textum- “tessere”), disegnati seguendo un realismo monoculare creato attorno al pensiero, attraverso le figure di paesaggi e alberi, che ne costituiscono il contesto (da lat. Contextum- “intreccio”, “tessitura”).  I suoi disegni nascono come artificio del suo riflettere verso se stessa, una sorta di processo di visione e imitazione del pensiero stesso, che costruisce la realtà come rappresentazione spazialmente corretta, esatta. I dipinti di Marika non sono semplici paesaggi ma vere e proprie visioni della mente, non descrizioni di paesaggi, ma vera poetica visionaria. Ed è questo discorso sulla visione del pensiero mentale che crea immagini che accomuna la prosa di Virgina Woolf alla pittura di Marika attraverso una visione meta-testuale.

“Quello che il poeta vede con gli occhi chiusi quando il paesaggio è diventato un’unica cosa con il proprio stato d’animo”
Woolf, Flumina Amem Silvasque

Marika enfatizza questo pensiero disegnando con il nero della grafite il senso del luogo al di sopra del paesaggio materiale; quest’ultimo effimero, perché segnato dal tempo che trascorre e ne modifica l’aspetto. Il disegno di Marika resta immutato, come se pretendesse di esistere oltre il paesaggio naturale visibile solo con gli occhi. I suoi disegni richiamano l’attenzione di chi legge sulla superficie della tavola, sulla sconfinata arbitrarietà dell’atto creativo, sull’inquietante nozione della realtà tradita dal dramma della percezione. Esiste una realtà visibile e una rappresentabile attraverso il disegno o le parole, in cerca di un segno che sia il medium tra la convenzione visuale e quella narrativa.

“Ci sono tonfi nell’aria in ogni direzione e sotto la superficie delle onde che si  inseguono l’una con l’altra fino negli angoli neri più nascosti… lo scrittore e il pittore cercano di rendere loro sostanza e considerarli come se questi stessi tonfi fossero già nostri”
Woolf, 1977, letter to Jacques Raverat, 3 october 1924.

Scrive Virginia Woolf: “Io riesco a ottenere una simmetria di significati di infinite discordie, mostrando tutte le tracce dei passaggi della mente attraverso il mondo; realizzando alla fine un tutto fatto da frammenti di bagliori. E questo sembra un processo naturale, un volo della mente”.
I frammenti della realtà sono gli alberi di Marika, desostanziati. Il cardine della pittura di Marika è la “room of one’s own”.  E’ una stanza dalle pareti mobili che rivela al suo interno passaggi e anfratti, corridoi e meandri. E’ insomma una stanza ramificata in molte stanze, perfetto negativo della realtà. La stanza è un luogo mentale, la sua topografia è la metafora della pittura di Marika, i suoi alberi ne costituiscono la trama, come “desire of intimacy”.  L’interno della stanza è il luogo deputato dall’artista alla visione dell’esterno, squarci improvvisi della visione creata all’interno. Per questo c’è bisogno di uno spazio che li contenga, una “stanza tutta per sé”  con una finestra  da cui indisturbati  guardare fuori e dentro nella  “stanza spaziosa dove nessuno è ancora entrato, tutte le luci soffuse e le ombre profonde come grotte intricate dove ci si entra con una candela tremolante, senza sapere dove si stanno appoggiando i piedi”.

“Scrivere dipingere sono una attraversata di strani divenire che non sono divenire-scrittore, ma divenire-topo, divenire-insetto, divenire-lupo. ecc. Noi sappiamo che tra un uomo e una donna passano molti esseri che vengono da altri mondi, portati dal vento, che fanno rizoma intorno alle radici, e non si lasciano comprendere in termini di produzione, ma soltanto di divenire”.
(Gilles Deleuze)

Laura Aliprandi