I tagliatori

Cristina-Fiore

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Exhibition view.
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Sara-Giordani_2

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Maru

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Lorena-Vivent_1

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I tagliatori

Andrea-Penzo_1

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I tagliatori

Cristina Fiore, Barbara Fragogna, Sara Giordani, Orvar, Andrea Penzo, Andrea Pierini, Maria Eugenia Rivas Medina, Lorena Vivent Barahona, Miriam Wuttke. Special guest: la pocket gallery di Matthew Broussard. Personale di Francesca Bonollo.

Berlino con il Tacheles di Barbara Fragogna, Miriam Wuttke e Orvar che proviene, come dice lui stesso, dal deserto messicano. Santiago del Cile con Lorena Vivent, Barquisimeto in Venezuela con Maru, l’Italia di Sara Giordani, Andrea Pierini, Andrea Penzo e Cristina Fiore. In più il Texas rappresentato da Matthew Broussard che ha fuso irreparabilmente le figure del gallerista e dell’artista facendo nascere la Pocket Gallery, una galleria di pochi centimetri che sta all’interno di una tasca e che ospiterà, per l’occasione, la mostra personale di Francesca Bonollo.

Una mostra d’eccezione, fatta di collage provenienti da tutto il mondo, i cui inviti sono un’opera a se stante proposta da una delle artiste, Cristina Fiore. La serie limitata dell’opera verrà distribuita al pubblico, con tanto di autentica, durante la serata inaugurale. Con il 19 gennaio si aprono le porte della seconda mostra di collage proposta dalla galleria mestrina, una realtà, come ci tengono a sottolineare gli artisti/curatori/galleristi, che non ha scopo di lucro, ma che si propone come luogo di scambio e di nascita creativa, un punto di contatto con un luogo inscritto all’interno dei confini comunali, ma che guarda con insistenza all’Europa e al mondo.

Il collage è il luogo della convivenza, del sincretismo, della possibilità del riconoscimento tra elementi che altrimenti non si incrocerebbero mai. Ogni artista ha una sua tecnica, un suo obiettivo, insegue degli input più o meno discreti nel proporsi all’altro attraverso un discorso collettivo fatto dal mondo in cui è immerso. Il collage diventa necessità: decostruita, negata, rifratta. E’ il copia e incolla di internet che si fa terreno fertile a cui l’artista stenta a sottrarsi. Sorprendente vedere quanti artisti provenienti dai più svariati linguaggi abbiano, nei loro archivi personali, opere di collage. Non è scontato volerne indagare la ragione.

Ospite d’eccezione dell’iniziativa un artista texano ormai da molti anni in Italia, che ha voluto superare i confini asfissianti delle gallerie tradizionali con un paradosso, la Pocket Gallery, una galleria che sta all’interno di una tasca e che lancia una sfida estrema all’artista che decida di raccoglierla. Lo ha fatto Francesca Bonollo, con la sua donna/opera che lotta per stemperarsi nell’arte da cui si sente irrimediabilmente attratta e che, figura antropomorfa di ispirazione classicheggiante, rivendica un sé ingombrante che sta a malapena nello spazio di una stanza. Una mostra da non perdere, fatta di sorpresa e vitalità.