Universale. Invisible City

Michelangelo Barbieri, diplomatosi all’Istituto d’Arte di Bologna dove prosegue la sua formazione all’Accademia delle Belle Arti di Bologna.

Scrive Laura Larini ……”La sua formazione di chiara impronta cinematografica e scenica, rende le sue opere un mix di formidabile plasticità tra elementi diversi ma capaci di sposarsi perfettamente alla materia.

Da questa fusione prendono vita opere e sculture surreali, lontane e vicine dalla realtà quotidiana, capaci di incantare lo spettatore.

I materiali che Michelangelo Barbieri riesce ad accumunare, nelle sue opere sono molteplici e distanti tra loro, rame, ferro, legno, perfettamente ed elegantemente uniti, in un intreccio riuscito alla perfezione, come se ogni materiale non possa vivere senza la presenza dell’altro e contemporaneamente fosse mosso da vita propria”.

Scrive Giulia Talini …..”Le sculture del giovane Barbieri hanno in sé il magico potere di condurre in una realtà lontana, allusiva e sognante, evocativa di valori primari, umani nonostante la totale assenza di un’ umanità raffigurata.

La predisposizione al lavoro manuale e l’amore per i materiali più disparati è forte e qualsiasi mezzo si possa prestare a raggiungere lo scopo finale è utilizzato e plasmato secondo l’idea. L’uso dei colori è parco, il minimo indispensabile per caratterizzare il soggetto poiché prevalgono i toni naturali e le spontanee vibrazioni dei materiali, la stessa ossidazione del rame come la ruggine del ferro.

Benché l’uso di materiali come ottone e rame, l’aspetto simbolico è ben presente nelle opere di Michelangelo Barbieri, abbiano portato la critica ad individuare una certa vicinanza, quasi una derivazione, dai lavori di Fausto Melotti, appare invece possibile individuare un parallelo con le opere grafiche e scultororee di Jean Michel Folon, artista belga verso il quale, Barbieri stesso afferma di sentirsi vicino.

La scultura di Barbieri si divide in serie di opere a seconda del soggetto, Case, Fari, Ponti, Barche, anche se nessuno dei nuclei tematici può dirsi compiuto definitivamente, poiché, la poetica dell’artista torna ad esprimersi in ognuno di essi in maniera ciclica o attraverso nuovi soggetti”…….